Trasparenza
Ogni autore dichiara con onestà gli strumenti usati e il proprio contributo. La scheda di processo è parte integrante dell’opera: non prova di quanto si è intervenuti, ma racconto consapevole di come il brano è nato.
La Carta del Festival
L’AI generativa applicata alla musica apre possibilità impensabili e solleva domande complesse: l’autorialità, il diritto d’autore, i dati su cui questi sistemi sono addestrati, il futuro di chi di musica vive. Questo festival nasce convinto che tali domande non vadano evitate, ma esposte e discusse pubblicamente, insieme a chi le vive con entusiasmo e a chi le vive come una minaccia.
Ogni autore dichiara con onestà gli strumenti usati e il proprio contributo. La scheda di processo è parte integrante dell’opera: non prova di quanto si è intervenuti, ma racconto consapevole di come il brano è nato.
Il festival premia la direzione artistica umana, non la generazione automatica fine a sé stessa. La domanda guida è una sola: che cosa rende il brano tuo?
Niente imitazioni ingannevoli di artisti viventi, voci riconoscibili non autorizzate, opere protette senza consenso. Resta la domanda più scomoda: su quale musica sono addestrati questi sistemi, e che cosa devono a chi l’ha scritta. Nessun autore può rispondere per gli strumenti che usa, e spesso non lo dichiara nemmeno chi li sviluppa. Il festival si impegna a non evitarla, ma a portarla sul palco.
L’AI è trattata come nuovo linguaggio, non come scorciatoia produttiva. Benvenuti gli esperimenti che cercano qualcosa di non banale: voci impossibili, contaminazioni inattese, errori che diventano forma.
Il festival non parla solo agli addetti ai lavori. Talk, workshop e masterclass non sono un complemento: sono parte essenziale del progetto. Un evento culturale lascia, in chi partecipa, una capacità di pensiero nuova.
Applicazione
Attraverso il regolamento e la scheda di processo. La compilazione veritiera della scheda è condizione di ammissione al contest.
Attraverso i criteri della giuria, che pesano non solo la qualità musicale del brano ma anche la coerenza con i principi della Carta.
Attraverso il modo in cui ciascun brano viene presentato: con il suo processo, le riflessioni dei giurati, i momenti culturali della serata.
Questa Carta non è un manifesto contro l’intelligenza artificiale, né a suo favore. È un tentativo di tenere insieme entusiasmo creativo e responsabilità culturale, nella convinzione che la nuova musica generativa meriti uno spazio pubblico in cui essere ascoltata, discussa e, quando è il caso, premiata.
Carta del Festival, Edizione Zero